Perchè dotarsi di  Soluzioni Energetiche Avanzate ?

l' Home Energy Management System fa bene al Pianeta in quanto la  future energy home individua le buone pratiche di gestione dell'energia domestica e raccomanda quindi l' autoproduzione energetica e la diffusione di tecnologie come i pannelli fotovoltaici sulle abitazioni e il dotarsi di stazioni di ricarica per veicoli elettrici. 

Un sistema di gestione dell'energia, infatti, non solo contribuisce a monitorare i propri consumi e l'efficienza degli impianti installati, ma permette anche ai proprietari di avere un controllo avanzato e personalizzato sull'utilizzo delle risorse energetiche di cui si dispone. Dalla gestione intelligente dei carichi alla possibilità di massimizzare l'autoconsumo dell'energia prodotta, gli HEMS rappresentano la soluzione  per chi desidera ottimizzare i costi energetici e ridurre l'impatto ambientale.

Esploriamo subito, allora, come funzionano questi dispositivi, i principali vantaggi per gli utenti domestici e il ruolo di soluzioni avanzate utili nel trasformare il modo in cui le nostre case consumano e gestiscono l'energia.

Cosa sono i sistemi di gestione dell'energia domestica (HEMS)?

Un Home Energy Management System, conosciuto anche come sistema di gestione dell'energia domestica, è una soluzione tecnologica appositamente concepita per ottimizzare il consumo energetico nelle abitazioni.

In una società sempre più orientata alla sostenibilità, gli HEMS svolgono un ruolo fondamentale nella gestione dell'energia generata e consumata nelle case, collegando tra loro diverse fonti, come i pannelli fotovoltaici, le batterie di accumulo e i principali dispositivi elettronici.

L'HEMS costituisce il vero e proprio "cervello" del sistema energetico domestico, poiché è in grado di analizzare in tempo reale la produzione e il consumo, per poi distribuire l'energia in modo efficiente. 

Vantaggi di un sistema HEMS per la tua casa

L'adozione di un sistema di gestione dell'energia domestica offre numerosi vantaggi per le abitazioni dotate di fonti di energia rinnovabile, come i pannelli fotovoltaici. Grazie alla capacità di monitorare e ottimizzare il consumo energetico, gli HEMS permettono di sfruttare al massimo l' energia prodotta  riducendo la dipendenza dalla rete elettrica tradizionale e abbattendo i costi. Il beneficio principe è   l' aumento dell'autoconsumo, a seguire il  miglioramento del comfort domestico un controllo avanzato delle proprie risorse energetiche.

Aumento dell'autoconsumo fotovoltaico.

Uno dei vantaggi più significativi di un HEMS è la possibilità di massimizzare l'autoconsumo dell'energia prodotta dai pannelli solari. Il sistema monitora la produzione fotovoltaica e i consumi domestici, accumulando l'energia in eccesso nelle batterie per poi utilizzarla quando necessario, come nelle ore serali. Grazie a questa ottimizzazione, gli HEMS riducono il surplus di energia immessa nella rete e consentono di disporre di una maggiore autosufficienza energetica.

Comfort e controllo avanzato

Un altro importante beneficio offerto dagli HEMS è il miglioramento del comfort abitativo . Chi dispone di un propria energia autoprodotta è più propenso a dotarsi di mezzi che consentono un maggior confort domestico    ( ad esempio le nuovissime pompe di calore che alimentano un sistema idronico che produce caldo, freddo ed acqua calda sanitaria dando all ' utente il massimo del confort abitativo) questo grazie all' ottimizzazione  della gestione energetica. Grazie ad un'interfaccia intuitiva, questi sistemi permettono di monitorare in tempo reale i flussi di energia impostarli in base alle abitudini ed ai suoi fabbisogni di consumo. Per esempio, è possibile regolare automaticamente il funzionamento di elettrodomestici come lavatrici, condizionatori o sistemi di riscaldamento per sfruttare al massimo l'energia solare disponibile.

Monitoraggio e controlli intuitivi

In questo modo, gli HEMS rendono la casa più efficiente e consentono una gestione energetica avanzata tramite una piattaforma software che facilita il monitoraggio dell'energia con una gestione intuitiva tramite smartphone o tablet in modo che l'utente abbia il controllo completo sul sistema energetico domestico, altresì ci consente anche di  personalizzare  l'autoconsumo e ridurre i costi energetici. 

Integrazione dell'HEMS  con altre tecnologie smart home.

Il sistema HEMS si collega in modo fluido con tecnologie per la smart home, è possibile gestire le ricariche dei veicoli elettrici, riscaldamento e altre tecnologie connesse per ottimizzare i consumi e massimizzare il comfort domestico. l' HEMS funge quindi da punto centrale per la gestione di questi dispositivi, permettendo una coordinazione ottimale dei carichi energetici a  migliorando l'efficienza complessiva del sistema.

Domotica e gestione del comfort.

Il sistema HEMS si adatta perfettamente ai dispositivi domotici, garantendo che il comfort della casa vada di pari passo con l'efficienza energetica, gli utenti possono gestire  in modo centralizzato il riscaldamento le pompe di calore la ricarica di veicoli elettrici e altri carichi energetici, ottimizzando l'uso dell'energia in base alle condizioni della giornata o alle esigenze del momento.

Scenari personalizzati per massimizzare efficienza e comfort

I sistemi HEMS, come abbiamo compreso, offrono la possibilità di creare scenari personalizzati all'interno delle mura domestiche, al fine di adattare il consumo energetico alle abitudini e alle esigenze specifiche di ogni famiglia. Grazie a questi dispositivi, i proprietari possono facilmente programmare una serie di operazioni automatiche, che migliorano sia l'efficienza energetica sia il comfort abitativo. Attivare elettrodomestici in orari di massima produzione o accumulare energia per le ore serali, ad esempio, ottimizza i flussi energetici, senza richiedere interventi manuali continui. Tale livello di flessibilità consente di avere un sistema energetico non solo più efficiente, ma anche più sostenibile, in grado di contribuire concretamente alla riduzione dell'impatto ambientale. Ciò che è certo, in ogni caso, è che i moderni sistemi di gestione dell'energia domestica costituiscono una soluzione all'avanguardia per chi desidera coniugare massimo risparmio e sostenibilità, senza mai sacrificare il comfort.  Con l'evoluzione delle tecnologie energetiche e della domotica, gli HEMS si stanno trasformando in strumenti sempre più autonomi e intelligenti, in grado di prevedere i consumi e adattarsi alle variabili energetiche quotidiane. Il futuro dell'energia domestica vedrà questi sistemi integrarsi sempre più nelle abitazioni, supportando non solo l'efficienza, ma anche una transizione energetica a lungo termine.

PARLIAMO DI FOTOVOLTAICO

 Perché è il momento di dotarsi di un sistema di Uptake Sun Energy

L'installazione di un impianto fotovoltaico è il primo passo per stimolare gli individui alla consapevolezza dei vantaggi che si ottengono dotandosi del metodo più efficiente di produzione di  energia rinnovabile  cioè stimola l' attenzione delle persone verso la sostenibilità ambientale il risparmio energetico e alla possibilità di vivere in modo più confortevole . In particolare, il fotovoltaico residenziale è uno dei pilastri della green economy nell'ambito dell' elettrificazione, la buona pratica è quella di promuovere  e sostenere l' adozione del fotovoltaico per le abitazioni private, perché è una grande opportunità green che coincide con la liberalizzazione del mercato energetico domestico .Se al mercato piace sempre più il fotovoltaico, bisogna che le maestranze continuino a favorire anche le installazioni,  ma questo è avvenuto soprattutto grazie ad un drastico abbassamento dei costi e la maggiore efficienza dei device, il tutto accompagnato dalla politica da parte dei maggiori provaider di energia elettrica di far pagare in bolletta le rate del fotovoltaico, incentivando gli utenti a dotarsi di questa efficace soluzione di energia rinnovabile. 

Oltre alla salvaguardia ambientale ottieni un importante vantaggio economico 

DATI IMPIANTO FOTOVOLTAICO

ad Esempio Il Tuo impianto si trova nel: centro Italia L'impianto è esposto Sud est Con inclinazione: circa 25°

RISULTATI rendimento economico di un IMPIANTO FOTOVOLTAICO per una famiglia tipo 3/5 persone :

Consumo di energia ipotizzato:4000 kWh/anno. Impianto suggerito non è mai sottodimensionato ai consumiEnergia attualmente consumata e prelevata dalla rete

calcolo produzione fotovoltaico* annua: (1334 kWh/anno x 4.5 kWp) 6.003 kWh/anno +/-5% ripartita come segue:

Energia fotovoltaica autoconsumata: 100% produzione 4.000 kWh/anno (100 %di autoconsumo ipotizzato)

Energia restituita dalla rete: (Produzione - Autoconsumo) 2.003 kWh/anno (= 6.003 – 4.000) (I prelievi coincidono con le immissioni solo se il fabbisogno coincide con la produzione)Tipo di Contratto con il GSE Scambio sul Posto

STIMA VANTAGGIO ECONOMICO IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Tipo impianto: su edificio

Tariffa ipotizzata sulla energia immessa in rete 0.15 € a kWh immesso in rete.

Tariffa ipotizzata sulla energia autoconsumata:0.25 € a kWh autoconsumato in sito.

1. Ricavo energia immessa:
Scambio sul Posto 300,45 Euro/anno 2.003 x 0.15 (energia immessa)

2. Risparmio di Energia :1.000,00 Euro/anno 4.000 x 0.25 (energia autoconsumata) Valore Energia risparmiata

3. Detrazione Irpef 50% (Costo impianto stimato 9.000 ): 450,00 Euro/anno (50% di € 9 .000 diviso 10 rate/annue)

Stima Vantaggio economico annuo 1.750,45 Euro cioè Ammortamento +Energia immessa + Risparmio in bolletta

Costo Vivo Installazione Impianto all incirca € 9.000 Tempi di rientro dell ' investimento anni 5,4

Rendimento netto dopo 10 anni di esercizio pari a € 16.504 – 9.000 = 7.504

NB:un Buono Fruttifero Postale di € 9.000 sottoscritto il 01/05/2024 durata 10 anni a scadenza rimborsa € 10.149 - 9.000 = 1.149


Come dotarsi e modalità di allaccio alla rete di un Impianto Fotovoltaico

L'energia solare fotovoltaica sta guadagnando sempre più popolarità come fonte di energia pulita. L'installazione di un impianto fotovoltaico può consentire ai proprietari di abitazioni e aziende di generare energia elettrica sfruttando quella solare, ma prima di poter beneficiare di questa fonte di energia, è necessario conoscere il processo di allaccio alla rete elettrica nazionale. Attraverso l'allaccio alla rete elettrica nazionale, l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico può essere immessa nella rete stessa, generando un flusso bidirezionale di energia. Ciò consente di ridurre l'acquisto di energia elettrica tradizionale dalla rete nazionale, contribuendo a una significativa riduzione delle bollette energetiche. Inoltre, grazie alla modalità di scambio sul posto confermato per tutto il 2025, è possibile compensare l'energia prodotta in eccesso e non consumata immediatamente con l'energia prelevata dalla rete quando necessario. Questo meccanismo di compensazione permette di ottenere un credito energetico che può essere utilizzato per scontare le bollette future, aumentando ulteriormente il risparmio complessivo. Oltre al vantaggio economico, l'allaccio di un impianto fotovoltaico contribuisce anche alla sostenibilità ambientale, poiché favorisce l'utilizzo di energia rinnovabile e la riduzione delle emissioni di gas serra.

           Iter connessione del FV alla rete elettrica                                                                                                           La normativa Italiana prevede la connessione dell'impianto solare alla rete elettrica nazionale. Il processo di allaccio, richiede alcuni passaggi fondamentali. Innanzitutto, è necessario verificare se si hanno i requisiti o ottenere l'autorizzazione o la concessione per l'installazione del sistema fotovoltaico. Successivamente, l'impianto viene collegato a un inverter, che trasforma l'energia solare in energia elettrica a corrente alternata. Infine, l'energia elettrica prodotta viene immessa nella rete elettrica attraverso un punto di connessione specifico. L'allacciamento alla rete elettrica nazionale, quindi, è un passaggio necessario per l'installazione di un impianto fotovoltaico e vanno seguite una serie di procedure per garantire il funzionamento e il corretto conteggio dell'energia elettrica prelevata e immessa. Una delle prime considerazioni da fare riguarda il contatore bidirezionale. Questo dispositivo svolge un ruolo cruciale poiché permette di misurare sia l'energia elettrica prelevata dalla rete nazionale che quella immessa nella rete come surplus di produzione del sistema fotovoltaico. Senza un contatore bidirezionale, l'energia immessa nella rete potrebbe essere erroneamente conteggiata come un costo, aumentando le bollette in modo sproporzionato. Pertanto, è di vitale importanza assicurarsi di avere un contatore adatto all'allaccio fotovoltaico. Nel caso degli impianti domestici in Italia, spesso i contatori elettronici già presenti possono essere adattati per il fotovoltaico. In questo caso, il gestore effettuerà le modifiche necessarie a distanza. Tuttavia, se si utilizzano ancora contatori analogici, sarà indispensabile sostituirli con contatori elettronici appositamente progettati per l'integrazione dei pannelli solari. Una volta completata questa modifica, sarà finalmente possibile procedere all'allaccio del sistema fotovoltaico al gestore della rete elettrica usufruire degli incentivi offerti dallo scambio sul posto con il GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Durante il processo di allaccio alla rete, possono sorgere alcune problematiche che richiedono attenzione. Una è che potrebbero essere necessari adeguamenti o potenziamenti dell'infrastruttura esistente per garantire un corretto allaccio del sistema fotovoltaico

Pratiche amministrative e autorizzazioni

Durante la fase di sopralluogo e di installazione dell'impianto fotovoltaico, l'azienda incaricata dovrà verificare se è necessario ottenere specifiche autorizzazioni per l'installazione stessa.

Gli impianti fotovoltaici domestici con una potenza fino a 20 kWh rientrano generalmente tra gli interventi di edilizia libera e non richiedono autorizzazioni particolari, a meno che l'abitazione non si trovi in zone soggette a vincoli paesaggistici. Anche in questi casi, l'introduzione dell'Autorizzazione Paesaggistica Semplificata ha semplificato le procedure, ma potrebbero comunque essere richiesti tempi aggiuntivi per l'installazione e l'attivazione dell'impianto.Nella maggior parte dei casi, è sufficiente posizionare i pannelli solari fotovoltaici sul tetto in modo conforme o con un colore specifico. In altri casi, potrebbe essere necessario ottenere autorizzazioni da parte del comune, della provincia, della regione o della soprintendenza.Alcuni installatori qualificati nel settore del fotovoltaico, come Multiuser, offrono anche un servizio di assistenza pratiche, occupandosi di tutte le eventuali procedure oltre che dell'installazione e dell'allaccio degli impianti fotovoltaici. Una volta ottenute le autorizzazioni necessarie, sarà possibile procedere con l'installazione dell'impianto fotovoltaico.                 Allaccio dell'impianto fotovoltaico: a chi rivolgersi ?   L'allaccio del fotovoltaico alla rete nazionale è un passaggio obbligatorio, senza il quale è impossibile procedere con l'attivazione dell'impianto. È importante valutare i requisiti specifici e seguire la procedura adeguata per garantire una corretta connessione alla rete elettrica, scegliendo tra iter semplificato o ordinario, informandosi sulle autorizzazioni e pratiche necessarie. Durante le procedure di allaccio, inoltre, è fondamentale affrontare eventuali problematiche tecniche, risolvendole nel rispetto delle normative vigenti. Consultare professionisti esperti nel settore fotovoltaico e informarsi sulle opportunità locali può aiutare a rendere il processo di allaccio al fotovoltaico + agevole e conveniente, contribuendo alla transizione verso un futuro energetico sostenibile.         Costi e tempi per allaccio di un impianto                                       fotovoltaico alla rete:                        Per quanto riguarda i costi, questi possono essere influenzati da diversi fattori, tra cui le dimensioni del sistema fotovoltaico, l'infrastruttura esistente e le eventuali opere di adeguamento necessarie. Il costo e le tempistiche per l'allacciamento fotovoltaico con il gestore della rete elettrica cambiano, inoltre, in base alla località, alla complessità dell'installazione e alla disponibilità di risorse da parte del gestore.Nello specifico, esistono due percorsi distinti per l'allaccio fotovoltaico: un iter semplificato e un iter ordinario. Vediamo insieme le procedure e i costi associati a ciascun approccio.

Iter semplificato 

L'iter semplificato offre una via rapida e agevolata per l'allaccio. Tuttavia, affinché si possa usufruire di questa procedura, è necessario soddisfare alcuni requisiti specifici: L'utenza esistente deve già essere attiva in bassa tensione e l'impianto fotovoltaico dovrà essere collegato a un contatore preesistente  La potenza dell'impianto fotovoltaico deve essere inferiore o uguale a quella disponibile per l'utenza esistente. la potenza nominale massima dell'impianto fotovoltaico deve essere minore di 20 kWp. Deve essere presentata una richiesta di scambio sul posto al GSE. Non deve essere presente un altro impianto di produzione di energia elettrica collegato allo stesso contatore, L'area in cui si trova l'abitazione non deve essere soggetta a vincoli di alcun tipo. ATTENZIONE: è importante notare che per gli impianti fotovoltaici che hanno  beneficiato del Superbonus 110  non è possibile usufruire dello scambio sul posto. Ecco in cosa consiste l'iter semplificato: Prima o dopo l'installazione dell'impianto, si presenta una richiesta di connessione al distributore di rete .Il distributore ha un periodo di 20 giorni lavorativi (o 30 giorni effettivi) per inviare la comunicazione al Comune e richiedere al GSE di sbloccare il portale per l'inserimento manuale dei dati dell'impianto (RdE – Regolamento di Esercizio). L'installatore non può procedere con l'RdE fino a quando questa fase non viene completata. L'installatore inserisce i dati dell'impianto nel portale e il distributore ha 20 giorni lavorativi (come indicato sopra) per convalidare l'RdE fornendo l'autorizzazione per l'allaccio dell' impianto. Una volta convalidato l'RdE, il distributore dispone di  14 giorni per stabilire una data per l'allaccio (entro i successivi 10 giorni). È importante tenere presente che il Comune potrebbe imporre dei blocchi o richiedere ulteriori documenti al distributore, il che può comportare un'estensione dei tempi di attesa. Tali richieste devono essere soddisfatte entro 5 giorni da ciascuna fase.Parlando di costi, invece, l'allaccio alla rete tramite l'iter semplificato solitamente comporta un costo di 100€ + IVA (pari a 122€). Nel caso in cui sia necessaria un'approvazione paesaggistica, il costo potrebbe aumentare fino a 500-2000€, con l'applicazione dell'iter ordinario.

Iter ordinario

Passando all'iter ordinario, ci sono procedure e costi diversi da considerare. Questo percorso deve essere seguito quando non è possibile utilizzare l'iter semplificato. La richiesta di allaccio fotovoltaico alla rete elettrica nazionale deve essere presentata al distributore utilizzando il modello standard fornito dal gestore stesso. Prima di inviare la domanda, è necessario ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per l'installazione dell'impianto fotovoltaico. I documenti da presentare includono la planimetria catastale dell'immobile, una copia della richiesta di preventivo di connessione (con un importo di 36,60€), la carta tecnica regionale dell'area in cui sarà ubicato l'impianto (nel caso in cui si sta richiedendo un nuovo punto di connessione alla rete), i dati relativi all'utenza elettrica esistente (nel caso in cui l'impianto fotovoltaico va collegato ad una rete elettrica preesistente). I tempi di allaccio sono simili a quelli dell'iter semplificato, ma necessitano di due passaggi aggiuntivi: L'installatore presenta una richiesta di connessione alla rete , allegando la prova del pagamento dei 36,60€. Il distributore invia all'installatore, entro 20 giorni lavorativi, un preventivo di connessione (che può variare tra 122€ e 300€) da saldare tramite bonifico. Per quanto riguarda l'iter ordinario, è la ditta installatrice che si prende cura delle pratiche per ottenere le autorizzazioni necessarie per l'attivazione dello scambio sul posto con il GSE e l'allaccio fotovoltaico, interagendo direttamente con il gestore della rete elettrica -Distribuzione. Per quanto riguarda i costi, l'iter ordinario prevede due costi distinti Costo della richiesta di preventivo , che varia in base alla potenza di immissione. Di seguito la tariffa applicata in base alla potenza di immissione:

fino a 6 kW: 30€ + IVA

tra 6 kW e 10 kW: 50€ + IVA

tra 10 kW e 50 kW: 100€ + IVA

tra 50 kW e 100 kW: 200€ + IVA

tra 100 kW e 500 kW: 500€ + IVA

tra 500 kW e 1000 kW: 1500€ + IVA

superiore a 1000 kW: 2500€ + IVA

Di solito, gli impianti fotovoltaici residenziali non superano i 6 kW, quindi il costo del preventivo sarà generalmente di 36,60€ (30€ + 22% di IVA).

Oneri di connessione complessivi

, che per impianti fotovoltaici residenziali variano da 122€ a circa 300€.

È importante sottolineare che nel caso dell'iter semplificato, il costo di allaccio viene addebitato sul conto corrente in cui verrà successivamente accreditato il rimborso per lo scambio sul posto. Nel caso dell'iter ordinario, invece, il costo di allaccio deve essere pagato tramite bonifico.

Ecco, nello specifico, i costi di allaccio alla rete elettrica in base alla potenza dell'impianto:

fino a 50 kW: 100€ + IVA

fino a 100 kW: 200€ + IVA

fino a 500 kW: 500€ + IVA

fino a 1000 kW: 1500€ + IVA

superiore a 1000 kW: 2500€ + IVA

Potrebbero esserci ulteriori costi in base alla distanza di connessione tra il contatore e la cabina di trasformazione.

Che cosa sono le CER  Comunità Energetiche  e i gruppi di Autoconsumo Collettivo 

Comunità Energetiche Rinnovabili quali sono gli incentivi ? Avviati gli incentivi alle Comunità Energetiche Rinnovabili. Con l'approvazione delle Regole operative del GSE da parte del Ministero dell' Ambiente e della Sicurezza Energetica sono state chiarite tutte le procedure per accedere sia alle tariffe incentivanti sia al contributo in conto capitale previsto dai fondi del PNRR. Dall' 8 aprile 2024 è stato possibile presentare domanda per ottenere il contributo a fondo perduto che consente di risparmiare il 40% delle spese sostenute per l'installazione degli impianti. Un'opportunità che resterà probabilmente unica nel panorama degli incentivi italiani alle fonti energetiche rinnovabili e, nonostante lo stanziamento di fondi sia ingente (2,2 miliardi di euro in totale) è prevedibile che il bando sarà affollato di richieste. Unica condizione per poterlo sfruttare è che la Comunità Energetica Rinnovabile (CER ) sia realizzata nel territorio di un Comune sotto i 5.000 abitanti.

Ricordiamo cosa sono le Comunità energetiche rinnovabili

Ricapitoliamo prima di tutto le informazioni fondamentali sulle CER. Una Comunità energetica rinnovabile, o Comunità di energia rinnovabile, è un gruppo di consumatori e produttori di energia che scelgono di unirsi per produrre e consumare localmente energia elettrica da fonti rinnovabili (tipicamente da fotovoltaico, anche se possono essere coinvolte altre fonti green). Si tratta di una delle 7 tipologie di configurazioni di autoconsumo previste dal Decreto CER. Insieme alle CACER costitute da Gruppi di auto consumatori collettivi, le Comunità energetiche sono l'unica configurazione che può accedere a entrambe le forme incentivanti previste (tariffa e contributo in conto capitale).

Come si creano le Comunità Energetiche Rinnovabili ?

Cosa serve per dare vita a una CER? Il "capofila" che vuole realizzare l'impianto di energia rinnovabile e decide di attivare una CER deve trovare un'area idonea ad installare l'impianto, dai tetti ai terreni (se consentito), e raccogliere gli aderenti interessati a partecipare, a condizione che siano connessi alla stessa cabina primaria, la cabina di trasformazione alta/media tensione. È poi necessario costituire legalmente la CER come soggetto giuridico autonomo non a scopo di lucro (associazione, ente del terzo settore, cooperativa, cooperativa benefit, consorzio). Ogni CER è, pertanto, caratterizzata da un atto costitutivo e uno statuto.

Chi può dare vita a una CER

I soggetti che possono dare vita alle Comunità energetiche sono:

  • piccole e medie imprese (fino a 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di € oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di €);

  • singoli cittadini (persone fisiche);

  • pubbliche amministrazioni locali ed enti territoriali;

  • enti religiosi, terzo settore, enti di protezione ambientale;

  • Enti di ricerca e formazione.

Il fatto che le configurazioni di CER possano prevedere la presenza anche solo di due membri/soci in qualità di cliente finale/produttore (deve esserci almeno un'utenza di consumo e un impianto di produzione) ne rende estremamente flessibile il processo di costituzione, aprendo le porte dell'autoconsumo collettivo a moltissime realtà sul territorio.Altri consumatori/produttori di energia possono eventualmente entrare in una fase successiva, secondo le modalità previste negli atti e negli statuti della stessa CER.

I vantaggi delle Comunità energetiche rinnovabili per le PMI

Le Comunità energetiche presentano molti vantaggi. Prima di tutto ambientali, perché possono contribuire alla decarbonizzazione energetica del nostro Paese, rendendo accessibili le fonti rinnovabili dove prima non era possibile. Poi economici, perché consentono di rendersi parzialmente autonomi nell'approvvigionamento energetico e, in più, permettono di guadagnare grazie alla remunerazione dell'elettricità condivisa e autoconsumata. Infine sociali, perché possono generare valore per il territorio, riducendo l'impatto dei costi energetici e reinvestendo i guadagni generati in diverse iniziative a beneficio della popolazione.Per una piccola e media impresa che ha la propria sede in un comune sotto i 5.000 abitanti, l'opportunità di sfruttare il bando del PNRR che abbatte del 40% i costi di installazione di un impianto fotovoltaico appare davvero importante. Si ha la possibilità di effettuare un investimento per ridurre il proprio fabbisogno energetico e rendersi quasi indipendenti dai fornitori accedendo a condizioni economiche di partenza decisamente favorevoli. Basta avere a disposizione spazio sul tetto della sede aziendale e trovare gli altri membri per costituire la CER (ricordiamo che ne basta uno). Magari, può essere l'occasione per coinvolgere i propri dipendenti, ai quali offrire la possibilità di partecipazione alla CER favorendo così anche all'obiettivo di responsabilità sociale dell'impresa. Vediamo allora come una PMI può accedere agli incentivi per realizzare una CER.

Le agevolazioni per le CER: tariffa incentivante e contributo a fondo perduto

Per ottenere gli incentivi, gli impianti rinnovabili alla base di una CER devono essere realizzati tramite nuova costruzione o tramite il potenziamento di impianti esistenti (revamping), con componenti di nuova generazione; devono avere inoltre una potenza non superiore a 1 MW. Oltre ai ricavi ottenibili dal ritiro dedicato per tutta l'energia ceduta in rete, esistono due tipi di incentivo: una tariffa incentivante premio (TIP) erogata per 20 anni sulla quota di energia prodotta e condivisa dalla CER autoconsumata; in più, per gli impianti ubicati in comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, è possibile accedere al bando del PNRR aperto l'8 aprile 2024 che concede un contributo a fondo perduto pari al il 40% delle spese di installazione (acquisto e posa in opera di tutti i sistemi e componenti, compresi i sistemi di accumulo, spese per la connessione alla rete elettrica nazionale, studi di fattibilità e spese per le attività preliminari, la progettazione, i collaudi tecnici e le consulenze tecnico/amministrative). Questo bando supporterà lo sviluppo di 2 GW di potenza complessivi con 2,2 miliardi di euro. La tariffa incentivante premio (che varia dai 100 ai 130 €/MWh in funzione della potenza dell'impianto fotovoltaico e della zona in cui è installato l'impianto) è cumulabile con il contributo a fondo perduto previsto dal PNRR, ma in questo caso la tariffa, che ricordiamo è erogata solo per l'energia condivisa, verrà decurtata a seconda dell'entità del contributo.

A quanto ammonta la tariffa incentivante

La tariffa incentivante è costituita da una parte fissa e una parta variabile. La parte fissa da va 60 a 80 €/MWH e si riduce all'aumentare della potenza degli impianti, mentre la parte variabile oscilla tra 0 e 40€/MWh in funzione del prezzo dell'energia (al diminuire del prezzo di mercato dell'energia la parte variabile aumenta fino ad arrivare al massimo a 40 €/MWh). Per tener conto della minor producibilità degli impianti fotovoltaici installati nelle Regioni del centro-nord, sono previste maggiorazioni di +4 €/MWh, per Lazio, Marche, Toscana, Umbria e Abruzzo e di +10 €/MWh per Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Veneto. In totale il valore della tariffa incentivante premio varia tra i 100 e 130 €/MWh può arrivare 100-120 €/MWh.Per accedere agli incentivi le CER devono risultare regolarmente costituite alla data di presentazione della domanda.

Come si determina il contributo in conto capitale

Il contributo in conto capitale, accessibile tramite il bando aperto l'8 aprile, è riconosciuto nella misura massima del 40% della spesa ammissibile, fermi restando i seguenti massimali di spesa. L'ammontare del contributo spettante sarà rideterminato al momento dell'erogazione a saldo, sulla base delle spese ammissibili effettivamente sostenute e non potrà essere superiore a quanto previsto nell'atto di concessione.

Potenza impianto Massimale
P ≤ 20kW 1500 €/kW
20 kW < P ≤ 200 kW 1200 €/kW
200 kW < P ≤ 2600 kW 1100 €/kW
600 kW < P ≤ 1000 kW 1050 €/kW

I requisiti per gli impianti ammessi al bando

Ricapitoliamo le caratteristiche che devono avere gli impianti per accedere al contributo a fondo perduto del 40% del PNRR:

  • essere di nuova costruzione (o un potenziamento di impianto esistente)

  • con una potenza non superiore a 1 MW;

  • essere ubicato in comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (il riferimento sono riferimento ai dati aggiornati Istat sui Comuni);

  • data di avvio dei lavori successiva alla data di presentazione della domanda di contributo;

  • disporre del titolo abilitativo alla costruzione e all'esercizio dell'impianto ove previsto;

  • disporre del preventivo di connessione alla rete elettrica accettato in via definitiva, ove previsto;

  • essere ubicato nell'area sottesa alla medesima cabina primaria a cui fa riferimento la configurazione di CER;

  • essere inserito, una volta realizzato, in una configurazione di Comunità energetiche rinnovabili (CER) per la quale risulti attivo il contratto per l'erogazione della tariffa incentivante;

  • entrare in esercizio entro diciotto mesi dalla data di ammissione al contributo e comunque non oltre il 30 giugno 2026.

Come fare domanda per ottenere il contributo del 40% a fondo perduto

La richiesta di accesso al contributo per la realizzazione di una Comunità energetica rinnovabile può essere presentata dall'8 aprile esclusivamente per via telematica attraverso il portale "SPC-Sistemi di Produzione e Consumo", allegando la documentazione relativa all'impianto. L'invio della richiesta deve essere effettuato dal soggetto beneficiario che sostiene l'investimento per la realizzazione dell'impianto: nel caso di una CER, il soggetto beneficiario è la stessa CER oppure un produttore e/o cliente finale socio/membro della CER. Entro 90 giorni dalla richiesta, il GSE concluderà l'esame tecnico-amministrativo del progetto e trasferirà al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica i risultati dell'istruttoria. Il ministero, una volta svolte le attività di controllo, emanerà il decreto di concessione che sarà poi trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione.

La nostra mission ( sito in costruzione)


 

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